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sabato 27 febbraio 2016

San Salvatore e Castelletto. Linea interurbana Alessandria Casale.

Uno dei collegamenti principali che il tram interurbano assicurava con il capoluogo piemontese era quello con San Salvatore Monferrato. All'inizio del '900 la città era vicina ad essere il quarto centro industriale del nord ed erano moltissimi gli operai che giornalmente scendevano dai colli monferrini per raggiungere Alessandria. Comunque come abbiamo visto la linea lasciato il centro urbano e superato il ponte Tanaro (LINK) si divideva prima dalla linea per Altavilla e raggiungeva il sobborgo di San Michele (LINK). Aquesto punto intraprendeva il grande rettilineo che alla fine salento sulle prime colline monferrine giungeva prima a Castelletto Monferrato (ai tempi Castelleto Scazzoso) e poi San Salvatore per poi proseguire il viaggio verso Casale.

Nella prima foto una grande folla assalta il convoglio tranviario in direzione di Alessandria alla fermata di San Salvatore centro di Via Panza. L'architettura oggi è ancora praticamente la stessa: il muro sulla destra con la ringhiera in ferro battuto e le case più lontano.


Nello stesso punto il tram nella direzione opposta: Casale.


Una vista fantastica del Tram a vapore appena fuori San Salvatore. La linea si sviluppava in gran parte in territorio collinare con viste panoramiche. Viene da pensare che meraviglia potrebbe essere oggi una linea di questo genere attraverso il Monferrato.


Nella foto sotto si vedono i binari sulla strada, la curva in salita e poi il tram proseguiva verso Mirabello, Casale.


Qui sotto una buffa cartolina d'epoca in cui ai binari sulla strada di Castelletto Monferrato era stato aggiunto un tram dipinto.


LINK esterni:
https://it.wikipedia.org/wiki/Tranvia_Alessandria-Casale_Monferrato
http://alessandrialisondria.altervista.org/tranvia-alessandria-casale-monferrato

Il tram nel quartiere Orti.








giovedì 25 febbraio 2016

Il tram in provincia: Tortona

Questa volta andiamo in provincia e andiamo a Tortona. Tortona per una cinquantina d'anni ebbe ben tre linee tranviarie! E anche se fosse improbabile, data l'esistenza della ben più rapita ferrovia, sarebbe stato possibile andare a Tortona in tram da Alessandria. Non vi era una linea diretta, ma una stazione di interscambio a Sale! Le tranvie erano:

Tortona - Sale
Tortona - Castelnuovo Scrivia
Tortona - Monleale

La linea Tortona - Castelnuovo era classificata "ferrovia economica" ma le caratteristiche e i convogli erano tranviari. Sulle tre linee operavano 5 locomotove a vapore a due assi di tipo tranviario (a "baldacchino"), 18 carrozze passeggeri e 14 carri merci.

 La stazione tranviaria di Tortona: ben due locomotive e vari vagoni.


Sale, tram in partenza per Tortona.

"TRAMVIE TORTONESI: 27 aprile 1882: con una fastosa cerimonia e il tradizionale taglio del nastro, partiva da Tortona la prima vaporiera con  il suo magro seguito di carrozze, destinazione Sale. Rappresentò per la città un nuovo passo verso il progresso, anche se il progresso camminava a lenti passi, proprio come  la stessa tramvia che in 40'  copriva il percorso di 12 km. Qualche anno dopo fu la volta della Tortona – Monleale. Furono superate difficoltà di ogni genere. Anzitutto il problema finanziario. Se ne fecero carico i comuni attraversati (Tortona, Viguzzolo, Castellaro, Volpeglino, Monleale) ed anche alcuni comuni viciniori. Ma Volpedo e Csalnoceto no. Volpedo aveva posto una condizione precisa: o si fa la stazione terminale nella piazza centrale del paese, la piazza Perino, o niente. E Casalnoceto appoggiò Volpedo. Così, pensarono, risparmiamo la quota a noi assegnata. D'altra parte la loro era una richiesta impossibile a soddisfare. La stazione terminale avrebbe avuto bisogno di ampi spazi per le manovre, per il deposito e per l'officina, cosa impensabile a realizzarsi nella piazza di Volpedo. E così la stazione terminale  fu costruita a Monleale Basso, sulla strada per San Sebastiano, a sinistra, subito dopo il ponte sul Curone. Veramente il progetto stradale era già pronto qualche anno prima dell'apertura della linea, ma mancava il "quarto tronco", cioè quel nuovo tratto di strada tra Castellaro e Monleale su cui avrebbe dovuto correre  la tramvia. I fondi si erano esauriti perchè, per soddisfare la richiesta di Volpedo, era stato prima costruito il ponte sul Curone tra Monleale e Volpedo. Ed il consorzio, per vendicarsi, in qualche modo, degli ostacoli frapposti da Volpedo, decise uno sconto nel trasporto delle merci a favore degli utenti residenti  nel comuni su cui passava la linea. Per quelli di Volpedo il prezzo era pieno. Il 15 aprile 1889 la nuova linea entrava in esercizio. Infine il 20 ottobre 1895 fu la volta della Tortona-Castelnuovo, non più tramvia, bensì ferrovia economica perchè transitava non sulla strada, ma aveva una corsia a parte, a lato della strada stessa . “Per la cerimonia del battesimo il Consorzio dei due comuni – Tortona e Castelnuovo - in solenne adunanza acclamava a madrina S.E. la Principessa Camilla Centurione Scotto, la quale spezzò la bottiglia di champagne contro la locomotiva. Il felice risultato venne salutato da vivi applausi e alla vaporiera si riconobbe ufficialmente la denominazione di Prin.ssa  Camilla. Dopo un applaudito discorso di circostanza del presidente del Consorzio Avv. Costa Lanfranco, il Prefetto, a nome del Governo, dichiarava inaugurata la nuova linea ferroviaria". Così anche la terza linea si metteva in moto. Ma non fu vita facile quella delle tramvie tortonesi, anche se, ad onor del vero, le tramvie in genere operarono tra difficoltà di ogni genere. Fin dal loro nascere  non furono accolte con un generale consenso, infatti si formarono due opposti schieramenti: i fumisti e gli antifumisti. I primi sostenevano il nuovo mezzo di trasporto e si qualificavano come i fautori del progresso, mentre i secondi  - gli antifumisti – ne erano gli oppositori perché vedevano sprigionarsi dai camini delle locomotive fumi e scintille, le quali avrebbero incendiato le messi al tempo della mietitura. Fortunatamente i fumisti ebbero il sopravvento. Qualcosa di precario perennemente incombeva minaccioso: orari non rispettati, guasti tecnici all'ordine del giorno "Ora manca un organo, ora si rompe un argano, talvolta fanno atti di ostruzionismo, e talatra i ragazzi fanno atti di sabotaggio sulle porte e sulle vetrine. A dir il vero non si aspettavano nè camions militari per la velocità d’azione, ma nemmeno si attendeva che la vettura di Negri coi vetri opachi o che le carretta  da battaglione tornassero a riveder le stelle... "annotava il cronista del Popolo Dertonino nel 1915. Poi la gestione passò nelle mani della società belga ma non fu rilevato alcun miglioramento. "La Belga fa circolare sotto il titolo di locomotive, vecchi caffettieri con 33 anni di onorato servizio, con fornelli continuamente piangenti per gli sforzi fatti col movimento rumoroso ed assordante, da poter abolire  il fischietto d’allarme, costretti continuamente ad usare il tiraggio artificiale per poter mantenere la pressione. Con tale macchinario il personale fa quello che può.", scriveva la 'Tortona del Popolo': Successivamente (1926) le tramvie furono gestite dalla provincia, ma anche in questo caso l'auspicato miglioramento fu atteso invano. Anzi, iniziò una lenta agonia che si concluse con la morte definitiva della tramvie tortonesi, avvenuta nel 1934. La stazione delle tramvie tortonesi era, a Tortona, tra Corso Romita, Via Marco Anselmi e Via Ferrer (quasi di fronte all'ex-mercato coperto)." Testo di ARMANDO BERGAGLIO da: L'Officina del Dialetto

Il tram a San Michele


Qui sopra, una incredibile foto: la locomotova tranviaria nei pressi di San Michele è testimone di uno dei primi incidenti automobilistici noti!

Eccoci a San Michele, sobborgo oggi quasi inglobato dalla città di Alessandria, che si trova su quella che era la linea tranviaria extraurbana Alessandria > Casale.  

Nella prima foto vediamo una bellissima locomotiva a vapore trainante un convoglio tranviario proveniente dai colli monferrini e diretto ad Alessandria.



Nella seconda foto un'inquadratura più larga ci mostra lo stesso punto: a terra si vedono i binari e lo scambio della fermata tranviaria. La presenza del fotografo non era una cosa normale e per l'occasione un gruppo di persone si era messa in posa.


Nell'ultima foto lo stesso punto di quelle precedenti che coincide quasi con la rotonda che collega statale, casello autostradale e tangenziale di Alessandria. Una triste inquadratura di oggi ci mostra tanto asfalto rattoppato male, ristrutturazioni e colorazioni agghiaccianti che in qualsiasi altro paese civile sarebbero state bloccate, alberi e verde scomparsi così come binari e tram.


Collegamenti interni:
http://alessandriatram.blogspot.it/search/label/Linee%20extraurbane
http://alessandriatram.blogspot.it/search/label/Trazione%20a%20vapore
Links:
https://it.wikipedia.org/wiki/Tranvia_Alessandria-Casale_Monferrato

lunedì 9 marzo 2015

Il tram in Piazza Genova.


Una cartolina  che ritrae una "caffettiera" (soprannome locale del tram a vapore) diretto a Spinetta Marengo in Piazza Genova. Credo sia l'unica foto esistente del tram in questo punto, o almeno l'unica rintracciabile! In quella sotto, trovata online, si vedono i binari.

venerdì 6 marzo 2015

In BICI per la giornata delle ferrovie dimenticate. Sui tracciati delle vecchie tranvie in provincia.


La provincia di Alessandria alla fine dell’Ottocento (allora inglobante anche l'Astigiano), era attraversata da più di 200 km di tranvie a vapore che costituivano una fitta rete di collegamento.
Guidovie del Monferrato è la denominazione iniziale assun
ta nel 1880 dalla linea tranviaria Casale-Altavilla-Montemagno che, con il collegamento Altavilla-Fubine-Alessandria e l’estensione della rete da Montemagno ad Asti, divennero le Tranvie Astesi Monferrine.
In occasione della 8a Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate, che si svolgerà domenica 8 marzo con eventi in tutta Italia, le associazioni FIAB di Alessandria e FIAB Monferrato vogliono rievocare quella importante storia, ripercorrendone in bicicletta i tracciati. Amibici FIAB Monferrato sulla Casale-Vignale-Altavilla e Gliamicidellebici FIAB Alessandria sulla Alessandria-Fubine-Altavilla.

L’appuntamento per il “tandem” di ciclisti è proprio Altavilla, che era una delle stazioni più importanti della rete che dal 1880 fino al 1936 collegava i comuni collinari con Casale Monferrato, Alessandria e Asti.
La stazione ospita da qualche anno un interessante Museo che fa parte integrante dell'Ecomuseo del Basso Monferrato Astigiano; qui sono esposti diversi "pezzi da collezione" recuperati e restaurati dall'Associazione Associazione Museo dei Tramways a vapore.

L’evento non vuole essere una semplice “operazione nostalgia”, ma condivide le finalità della Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate, organizzata da Co.Mo.Do. (Confederazione Mobilità Dolce), e cioè la valorizzazione e la tutela della ricchezza del paesaggio culturale italiano, da fruire in mobilità dolce, attraverso una rete nazionale che abbia come requisiti anche il recupero delle infrastrutture dismesse (ferrovie, strade arginali, percorsi storici) e l’integrazione con il sistema dei trasporti pubblici locali e con la rete dell’ospitalità diffusa.

Da Casale partenza ore 9.00 da Piazza Castello (info www.fiabmonferrato.com - 392 646 2505)
Da Alessandria partenza ore 9.15 dai Giardini di Corso Crimea (info www.gliamicidellebici.it - 3496992127)

Un ringraziamento al Comune di Altavilla, al Museo della Grappa Mazzetti, al Centro di cultura popolare "G.Ferraro" di Alessandria.

lunedì 17 novembre 2014

Piazza Garibaldi

Alcune foto dei tram in Piazza Garibaldi. La piazza era interessata sia dalla linea a trazione elettrica per il quartiere Cristo che dalla linea a trazione a vapore per Sale e Mandrogne. Questo tratto sopravvisse alla chiusura delle linee a vapore in quanto servì ancora per qualche decennio a collegare lo stabilimento della Borsalino con la Stazione F.S.

Iniziamo con una foto "epica". Tram a vapore composto dalla classica locomotiva tranviaria a "baldacchino" e da un convoglio misto passeggeri-merci. Questo grosso convoglio tranviario, probabilmente diretto a Sale, collegava infatti numerose industrie cittadine e suburbane ed aziende agricole a est del capoluogo, tra le quali la Borsalino e lo zuccherificio.

 La seconda foto è altrattanto importante: ci mostra sia il tram a vapore che quello elettrico che si incrociano durante la grande epoca in cui entrambi i sistemi erano in funzione in città e le vie erano piene di binari!


Elettromotrice, tranvieri e passanti in posa sull'angolo con Corso Cento Cannoni.


Ecco il tram elettrico che entra in Piazza aribaldi proveniente dal quartiere Cristo.


Ecco un'altra immagine dello stesso punto. Due elettromotrici che si incrociano in Via Savona, di fianco al Teatro. Una proviene e l'altra è diretta al quartiere Cristo all'epoca considerato "sobboro".


Esattamente nell'angolo della piazza con via Savona, si trovavano gli scambi per la linea del quartiere Cristo (sopra) e per la Stazione ferroviaria. Nella foto sotto si vedono bene le due linee e il tram che percorre il vialone della Stazione proveniente da Piazza Garibaldi.


Un'altra foto del tram che proveniente dal viale della Stazione entra in Piazza Garibaldi



Nella foto sotto invece il tram dopo essere passato in Piazza Garibaldi entra in Corso Roma.


In questa foto si vedono il tram elettrico proveniente da Corso Cento Cannoni e il binario del tram a vapore per Spinetta-Mandrogne-Sale.


sabato 18 ottobre 2014

Il TRAM a vapore sul Ponte Tanaro della Cittadella.

Pochi sanno che sul caro vecchio Ponte della Cittadella, demolito pochi anni fa dall'amministrazione Fabbio, passava il tramway extraurbano. Più precisamente passava il binario che serviva la Cittadella (con cui effettuava il servizio merci), la linea per Casale tramite San Salvatore e anche la linea per Altavilla. Qui di seguito alcune foto del passaggio dei convogli tranviari sul ponte.

Un piccolo convoglio tranviario merci collega la cittadella alla città. (Per alcuni decenni la caserma della cittadella fu rifornito di pane tramite convogli tranviari dal panificio che si trovava in via Trotti, servita anch'essa dai binari)


Convoglio tramviario a vapore con diverse carrozze sul ponte Tanaro. 

  Ponte tanaro visto dalla cittadella, i binari sono sulla sinistra.

In quest'ultima foto mostra il binario di via Giordano Bruno proveniente dal ponte della Cittadella che serviva sia la linea per Casale che quella per Altavilla.


mercoledì 5 febbraio 2014

Il tram sul cavalcavia per il Cristo.

La linea 2 del tram per i Quartiere Cristo dopo aver transitato per via Savona saliva sul vecchio cavalcavia (che in realtà sarebbe un cavalcaferrovia) che era parallelo a quello attuale, sul quale comunque passò il tram, ma di cui al momento non dispongo fotografie.

Nella prima foto (sulla sinistra Viale Tivoli) il tram sta per abbandonare il Cristo e salire sul Cavalcavia che all'epoca, come detto sopra aveva un tracciato parallelo ma leggermente spostato rispetto all'attuale.


Motrice con rimorchiata sul cavalcavia. Mio nonno mi raccontava che quando il tram era particolarmente pieno o d'inverno quando le rotaie erano gelate bisognava scendere a spingere perchè il povero mezzo non riusciva a salire!

Il Tram in PIazza della Libertà [Parte prima]

(Parte seconda qui: http://alessandriatram.blogspot.it/2014/11/tram-elettrico-in-piazza-della-liberta.html)
Pubblico alcune foto del tram in Piazza della Libertà (l'allora Piazza Vittorio Emanuele). La linea 1 Stazione - Quartiere Orti, arrivava da piazzetta della lega transitava in piazza e proseguiva per via Mazzini. La linea 2 invece partiva proprio da piazza della Libertà e proseguiva per Via Cavour fino a raggiunger il quartiere Cristo. I binari comunque erano collegati a quelli di via Mazzini. Nella prima foto si vede una fantastica panoramica con il doppio binario della linea 1. Notare che bella era la pavimentazione stradale e la mancanza di auto.


In questa seconda foto si vede una vettura tranviaria della linea 1 transitare sui binari di qui sopra.


In quest'ultima foto (ne aggiungerò altre) scattata da via Dante, si vedono le vetture di entrambe le linee. quella sulla sinistra (Linea 2) dispone anche di una rimorchiata per le ore di punta.