Per Pasqua carico una foto incredibilmente nitida di un convoglio tranviario fermo alla fermata di Vignale, più precisamente Orti di Vignale (il tram faceva già una salita impegnativa da vera e propria ferrovia di montagna per arrivare al bivio sotto il paese). L'immagine ritrae il tram con un'impressionante composizione festiva con molte carrozze tranviarie in un giorno di festa, probabilmente Pasqua nei primi decenni del '900. Le persone sono vestite elegantissime e possiamo solo immaginare che bello dovesse essere andare a Vignale da Alessandria o da Casale per passare una bella giornata di primavera.
Informazioni, mappe, fotografie sulle linee tranviarie di Alessandria, provincia e qualche divagazione nel resto del Piemonte e zone limitrofe.
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domenica 20 aprile 2025
Il Tramway festivo a Vignale Monferrato!
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venerdì 18 aprile 2025
Il Tram a vapore a Castelletto Monferrato (Castelletto scazzoso) Linea Tramway Alessandria Casale
Alcune bellissime foto che riprendono il tram a vapore a Castelletto Monferrato che all'epoca aveva il buffo nome di "Castelletto Scazzoso". Le locomotive tranviarie di costruzione Henschel / Cerimedo facevano una grande fatica per salire il lungo rettilineo provenienti da Alessandria.
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mercoledì 7 agosto 2024
Il tram al quartiere Cristo
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lunedì 5 agosto 2024
Fermata del Tram tra Alessandria e Casale
Atmosfera di un'Europa d'altri tempi. La gente in posa vicino al tram in un paese tra Alessandria e Casale. Anche l'architettura ci rimanda ad un tempo in cui l'Europa centrale non sembrava così lontana.
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mercoledì 31 luglio 2024
Disegni tecnici, vettura tranviaria rimorchiata
Anni fa, cercando materiale riguardante le tranvie alessandrine (per la mia tesi di laurea), rimasi molto deluso sia dalla scarsa voglia di collaborazione delle dirigenze di Arfea a ATM Alessandria, sia dal fatto che quasi tutti i documenti fossero purtroppo andati persi durante la terribile alluvione del '94. Trovai però alcuni materiali, che potevano essere compatibili, o almeno utili, per ricostruire le vetture tranviarie. Qui sotto le sezioni di una rimorchiata a scartamento classico, come quelle che giravano nelle ore di punta sulla rete urbana alessandrina.
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giovedì 25 luglio 2024
Il Tram elettrico in Corso Roma.
Dopo tanti anni un nuovo post! Il tram e le rotaie nella via principale della città!
Come sarebbe bello rivedere un tram passare di qui. Esiste un video, era in mostra diversi anni fa nell'ex ospedale militare durante un'esposizione sulla resistenza. Purtroppo non sono mai riuscito a trovarlo.
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martedì 2 luglio 2024
Rivista con speciale sulle Tranvie a vapore in Piemonte del 1977.
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sabato 27 febbraio 2016
San Salvatore e Castelletto. Linea interurbana Alessandria Casale.
Uno dei collegamenti principali che il tram interurbano assicurava con il capoluogo piemontese era quello con San Salvatore Monferrato. All'inizio del '900 la città era vicina ad essere il quarto centro industriale del nord ed erano moltissimi gli operai che giornalmente scendevano dai colli monferrini per raggiungere Alessandria. Comunque come abbiamo visto la linea lasciato il centro urbano e superato il ponte Tanaro (LINK) si divideva prima dalla linea per Altavilla e raggiungeva il sobborgo di San Michele (LINK). Aquesto punto intraprendeva il grande rettilineo che alla fine salento sulle prime colline monferrine giungeva prima a Castelletto Monferrato (ai tempi Castelleto Scazzoso) e poi San Salvatore per poi proseguire il viaggio verso Casale.
Nella prima foto una grande folla assalta il convoglio tranviario in direzione di Alessandria alla fermata di San Salvatore centro di Via Panza. L'architettura oggi è ancora praticamente la stessa: il muro sulla destra con la ringhiera in ferro battuto e le case più lontano.
Nello stesso punto il tram nella direzione opposta: Casale.
Una vista fantastica del Tram a vapore appena fuori San Salvatore. La linea si sviluppava in gran parte in territorio collinare con viste panoramiche. Viene da pensare che meraviglia potrebbe essere oggi una linea di questo genere attraverso il Monferrato.
Nella foto sotto si vedono i binari sulla strada, la curva in salita e poi il tram proseguiva verso Mirabello, Casale.
Qui sotto una buffa cartolina d'epoca in cui ai binari sulla strada di Castelletto Monferrato era stato aggiunto un tram dipinto.
LINK esterni:
https://it.wikipedia.org/wiki/Tranvia_Alessandria-Casale_Monferrato
http://alessandrialisondria.altervista.org/tranvia-alessandria-casale-monferrato
Nella prima foto una grande folla assalta il convoglio tranviario in direzione di Alessandria alla fermata di San Salvatore centro di Via Panza. L'architettura oggi è ancora praticamente la stessa: il muro sulla destra con la ringhiera in ferro battuto e le case più lontano.
Nello stesso punto il tram nella direzione opposta: Casale.
Una vista fantastica del Tram a vapore appena fuori San Salvatore. La linea si sviluppava in gran parte in territorio collinare con viste panoramiche. Viene da pensare che meraviglia potrebbe essere oggi una linea di questo genere attraverso il Monferrato.
Nella foto sotto si vedono i binari sulla strada, la curva in salita e poi il tram proseguiva verso Mirabello, Casale.
Qui sotto una buffa cartolina d'epoca in cui ai binari sulla strada di Castelletto Monferrato era stato aggiunto un tram dipinto.
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https://it.wikipedia.org/wiki/Tranvia_Alessandria-Casale_Monferrato
http://alessandrialisondria.altervista.org/tranvia-alessandria-casale-monferrato
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Il tram nel quartiere Orti.
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giovedì 25 febbraio 2016
Il tram in provincia: Tortona
Questa volta andiamo in provincia e andiamo a Tortona. Tortona per una cinquantina d'anni ebbe ben tre linee tranviarie! E anche se fosse improbabile, data l'esistenza della ben più rapita ferrovia, sarebbe stato possibile andare a Tortona in tram da Alessandria. Non vi era una linea diretta, ma una stazione di interscambio a Sale! Le tranvie erano:
Tortona - Sale
Tortona - Castelnuovo Scrivia
Tortona - Monleale
La linea Tortona - Castelnuovo era classificata "ferrovia economica" ma le caratteristiche e i convogli erano tranviari. Sulle tre linee operavano 5 locomotove a vapore a due assi di tipo tranviario (a "baldacchino"), 18 carrozze passeggeri e 14 carri merci.
La stazione tranviaria di Tortona: ben due locomotive e vari vagoni.
"TRAMVIE TORTONESI: 27 aprile 1882: con una fastosa cerimonia e il tradizionale taglio del nastro, partiva da Tortona la prima vaporiera con il suo magro seguito di carrozze, destinazione Sale. Rappresentò per la città un nuovo passo verso il progresso, anche se il progresso camminava a lenti passi, proprio come la stessa tramvia che in 40' copriva il percorso di 12 km. Qualche anno dopo fu la volta della Tortona – Monleale. Furono superate difficoltà di ogni genere. Anzitutto il problema finanziario. Se ne fecero carico i comuni attraversati (Tortona, Viguzzolo, Castellaro, Volpeglino, Monleale) ed anche alcuni comuni viciniori. Ma Volpedo e Csalnoceto no. Volpedo aveva posto una condizione precisa: o si fa la stazione terminale nella piazza centrale del paese, la piazza Perino, o niente. E Casalnoceto appoggiò Volpedo. Così, pensarono, risparmiamo la quota a noi assegnata. D'altra parte la loro era una richiesta impossibile a soddisfare. La stazione terminale avrebbe avuto bisogno di ampi spazi per le manovre, per il deposito e per l'officina, cosa impensabile a realizzarsi nella piazza di Volpedo. E così la stazione terminale fu costruita a Monleale Basso, sulla strada per San Sebastiano, a sinistra, subito dopo il ponte sul Curone. Veramente il progetto stradale era già pronto qualche anno prima dell'apertura della linea, ma mancava il "quarto tronco", cioè quel nuovo tratto di strada tra Castellaro e Monleale su cui avrebbe dovuto correre la tramvia. I fondi si erano esauriti perchè, per soddisfare la richiesta di Volpedo, era stato prima costruito il ponte sul Curone tra Monleale e Volpedo. Ed il consorzio, per vendicarsi, in qualche modo, degli ostacoli frapposti da Volpedo, decise uno sconto nel trasporto delle merci a favore degli utenti residenti nel comuni su cui passava la linea. Per quelli di Volpedo il prezzo era pieno. Il 15 aprile 1889 la nuova linea entrava in esercizio. Infine il 20 ottobre 1895 fu la volta della Tortona-Castelnuovo, non più tramvia, bensì ferrovia economica perchè transitava non sulla strada, ma aveva una corsia a parte, a lato della strada stessa . “Per la cerimonia del battesimo il Consorzio dei due comuni – Tortona e Castelnuovo - in solenne adunanza acclamava a madrina S.E. la Principessa Camilla Centurione Scotto, la quale spezzò la bottiglia di champagne contro la locomotiva. Il felice risultato venne salutato da vivi applausi e alla vaporiera si riconobbe ufficialmente la denominazione di Prin.ssa Camilla. Dopo un applaudito discorso di circostanza del presidente del Consorzio Avv. Costa Lanfranco, il Prefetto, a nome del Governo, dichiarava inaugurata la nuova linea ferroviaria". Così anche la terza linea si metteva in moto. Ma non fu vita facile quella delle tramvie tortonesi, anche se, ad onor del vero, le tramvie in genere operarono tra difficoltà di ogni genere. Fin dal loro nascere non furono accolte con un generale consenso, infatti si formarono due opposti schieramenti: i fumisti e gli antifumisti. I primi sostenevano il nuovo mezzo di trasporto e si qualificavano come i fautori del progresso, mentre i secondi - gli antifumisti – ne erano gli oppositori perché vedevano sprigionarsi dai camini delle locomotive fumi e scintille, le quali avrebbero incendiato le messi al tempo della mietitura. Fortunatamente i fumisti ebbero il sopravvento. Qualcosa di precario perennemente incombeva minaccioso: orari non rispettati, guasti tecnici all'ordine del giorno "Ora manca un organo, ora si rompe un argano, talvolta fanno atti di ostruzionismo, e talatra i ragazzi fanno atti di sabotaggio sulle porte e sulle vetrine. A dir il vero non si aspettavano nè camions militari per la velocità d’azione, ma nemmeno si attendeva che la vettura di Negri coi vetri opachi o che le carretta da battaglione tornassero a riveder le stelle... "annotava il cronista del Popolo Dertonino nel 1915. Poi la gestione passò nelle mani della società belga ma non fu rilevato alcun miglioramento. "La Belga fa circolare sotto il titolo di locomotive, vecchi caffettieri con 33 anni di onorato servizio, con fornelli continuamente piangenti per gli sforzi fatti col movimento rumoroso ed assordante, da poter abolire il fischietto d’allarme, costretti continuamente ad usare il tiraggio artificiale per poter mantenere la pressione. Con tale macchinario il personale fa quello che può.", scriveva la 'Tortona del Popolo': Successivamente (1926) le tramvie furono gestite dalla provincia, ma anche in questo caso l'auspicato miglioramento fu atteso invano. Anzi, iniziò una lenta agonia che si concluse con la morte definitiva della tramvie tortonesi, avvenuta nel 1934. La stazione delle tramvie tortonesi era, a Tortona, tra Corso Romita, Via Marco Anselmi e Via Ferrer (quasi di fronte all'ex-mercato coperto)." Testo di ARMANDO BERGAGLIO da: L'Officina del Dialetto
Tortona - Sale
Tortona - Castelnuovo Scrivia
Tortona - Monleale
La linea Tortona - Castelnuovo era classificata "ferrovia economica" ma le caratteristiche e i convogli erano tranviari. Sulle tre linee operavano 5 locomotove a vapore a due assi di tipo tranviario (a "baldacchino"), 18 carrozze passeggeri e 14 carri merci.
La stazione tranviaria di Tortona: ben due locomotive e vari vagoni.
Sale, tram in partenza per Tortona.
"TRAMVIE TORTONESI: 27 aprile 1882: con una fastosa cerimonia e il tradizionale taglio del nastro, partiva da Tortona la prima vaporiera con il suo magro seguito di carrozze, destinazione Sale. Rappresentò per la città un nuovo passo verso il progresso, anche se il progresso camminava a lenti passi, proprio come la stessa tramvia che in 40' copriva il percorso di 12 km. Qualche anno dopo fu la volta della Tortona – Monleale. Furono superate difficoltà di ogni genere. Anzitutto il problema finanziario. Se ne fecero carico i comuni attraversati (Tortona, Viguzzolo, Castellaro, Volpeglino, Monleale) ed anche alcuni comuni viciniori. Ma Volpedo e Csalnoceto no. Volpedo aveva posto una condizione precisa: o si fa la stazione terminale nella piazza centrale del paese, la piazza Perino, o niente. E Casalnoceto appoggiò Volpedo. Così, pensarono, risparmiamo la quota a noi assegnata. D'altra parte la loro era una richiesta impossibile a soddisfare. La stazione terminale avrebbe avuto bisogno di ampi spazi per le manovre, per il deposito e per l'officina, cosa impensabile a realizzarsi nella piazza di Volpedo. E così la stazione terminale fu costruita a Monleale Basso, sulla strada per San Sebastiano, a sinistra, subito dopo il ponte sul Curone. Veramente il progetto stradale era già pronto qualche anno prima dell'apertura della linea, ma mancava il "quarto tronco", cioè quel nuovo tratto di strada tra Castellaro e Monleale su cui avrebbe dovuto correre la tramvia. I fondi si erano esauriti perchè, per soddisfare la richiesta di Volpedo, era stato prima costruito il ponte sul Curone tra Monleale e Volpedo. Ed il consorzio, per vendicarsi, in qualche modo, degli ostacoli frapposti da Volpedo, decise uno sconto nel trasporto delle merci a favore degli utenti residenti nel comuni su cui passava la linea. Per quelli di Volpedo il prezzo era pieno. Il 15 aprile 1889 la nuova linea entrava in esercizio. Infine il 20 ottobre 1895 fu la volta della Tortona-Castelnuovo, non più tramvia, bensì ferrovia economica perchè transitava non sulla strada, ma aveva una corsia a parte, a lato della strada stessa . “Per la cerimonia del battesimo il Consorzio dei due comuni – Tortona e Castelnuovo - in solenne adunanza acclamava a madrina S.E. la Principessa Camilla Centurione Scotto, la quale spezzò la bottiglia di champagne contro la locomotiva. Il felice risultato venne salutato da vivi applausi e alla vaporiera si riconobbe ufficialmente la denominazione di Prin.ssa Camilla. Dopo un applaudito discorso di circostanza del presidente del Consorzio Avv. Costa Lanfranco, il Prefetto, a nome del Governo, dichiarava inaugurata la nuova linea ferroviaria". Così anche la terza linea si metteva in moto. Ma non fu vita facile quella delle tramvie tortonesi, anche se, ad onor del vero, le tramvie in genere operarono tra difficoltà di ogni genere. Fin dal loro nascere non furono accolte con un generale consenso, infatti si formarono due opposti schieramenti: i fumisti e gli antifumisti. I primi sostenevano il nuovo mezzo di trasporto e si qualificavano come i fautori del progresso, mentre i secondi - gli antifumisti – ne erano gli oppositori perché vedevano sprigionarsi dai camini delle locomotive fumi e scintille, le quali avrebbero incendiato le messi al tempo della mietitura. Fortunatamente i fumisti ebbero il sopravvento. Qualcosa di precario perennemente incombeva minaccioso: orari non rispettati, guasti tecnici all'ordine del giorno "Ora manca un organo, ora si rompe un argano, talvolta fanno atti di ostruzionismo, e talatra i ragazzi fanno atti di sabotaggio sulle porte e sulle vetrine. A dir il vero non si aspettavano nè camions militari per la velocità d’azione, ma nemmeno si attendeva che la vettura di Negri coi vetri opachi o che le carretta da battaglione tornassero a riveder le stelle... "annotava il cronista del Popolo Dertonino nel 1915. Poi la gestione passò nelle mani della società belga ma non fu rilevato alcun miglioramento. "La Belga fa circolare sotto il titolo di locomotive, vecchi caffettieri con 33 anni di onorato servizio, con fornelli continuamente piangenti per gli sforzi fatti col movimento rumoroso ed assordante, da poter abolire il fischietto d’allarme, costretti continuamente ad usare il tiraggio artificiale per poter mantenere la pressione. Con tale macchinario il personale fa quello che può.", scriveva la 'Tortona del Popolo': Successivamente (1926) le tramvie furono gestite dalla provincia, ma anche in questo caso l'auspicato miglioramento fu atteso invano. Anzi, iniziò una lenta agonia che si concluse con la morte definitiva della tramvie tortonesi, avvenuta nel 1934. La stazione delle tramvie tortonesi era, a Tortona, tra Corso Romita, Via Marco Anselmi e Via Ferrer (quasi di fronte all'ex-mercato coperto)." Testo di ARMANDO BERGAGLIO da: L'Officina del Dialetto
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Nella prima foto vediamo una bellissima locomotiva a vapore trainante un convoglio tranviario proveniente dai colli monferrini e diretto ad Alessandria.

Nella seconda foto un'inquadratura più larga ci mostra lo stesso punto: a terra si vedono i binari e lo scambio della fermata tranviaria. La presenza del fotografo non era una cosa normale e per l'occasione un gruppo di persone si era messa in posa.
Nell'ultima foto lo stesso punto di quelle precedenti che coincide quasi con la rotonda che collega statale, casello autostradale e tangenziale di Alessandria. Una triste inquadratura di oggi ci mostra tanto asfalto rattoppato male, ristrutturazioni e colorazioni agghiaccianti che in qualsiasi altro paese civile sarebbero state bloccate, alberi e verde scomparsi così come binari e tram.
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https://it.wikipedia.org/wiki/Tranvia_Alessandria-Casale_Monferrato
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lunedì 9 marzo 2015
Tram in provincia: il tram di Valenza.
Alessandria fu l'unica città piemontese ad avere un sistema tranviario urbano oltre a Torino, ma anche la piccola città di Valenza ebbe tra il 1914 e il 1947 una linea tranviaria urbana elettrica che collegava il centro città con la sua stazione ferroviaria. Le vetture a due assi erano di costruzione Carminati e Toselli di Milano.
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lunedì 17 novembre 2014
Piazza Garibaldi
Alcune foto dei tram in Piazza Garibaldi. La piazza era interessata sia dalla linea a trazione elettrica per il quartiere Cristo che dalla linea a trazione a vapore per Sale e Mandrogne. Questo tratto sopravvisse alla chiusura delle linee a vapore in quanto servì ancora per qualche decennio a collegare lo stabilimento della Borsalino con la Stazione F.S.
Iniziamo con una foto "epica". Tram a vapore composto dalla classica locomotiva tranviaria a "baldacchino" e da un convoglio misto passeggeri-merci. Questo grosso convoglio tranviario, probabilmente diretto a Sale, collegava infatti numerose industrie cittadine e suburbane ed aziende agricole a est del capoluogo, tra le quali la Borsalino e lo zuccherificio.
La seconda foto è altrattanto importante: ci mostra sia il tram a vapore che quello elettrico che si incrociano durante la grande epoca in cui entrambi i sistemi erano in funzione in città e le vie erano piene di binari!
Elettromotrice, tranvieri e passanti in posa sull'angolo con Corso Cento Cannoni.
Ecco il tram elettrico che entra in Piazza aribaldi proveniente dal quartiere Cristo.
Ecco un'altra immagine dello stesso punto. Due elettromotrici che si incrociano in Via Savona, di fianco al Teatro. Una proviene e l'altra è diretta al quartiere Cristo all'epoca considerato "sobboro".
Esattamente nell'angolo della piazza con via Savona, si trovavano gli scambi per la linea del quartiere Cristo (sopra) e per la Stazione ferroviaria. Nella foto sotto si vedono bene le due linee e il tram che percorre il vialone della Stazione proveniente da Piazza Garibaldi.
Un'altra foto del tram che proveniente dal viale della Stazione entra in Piazza Garibaldi
Nella foto sotto invece il tram dopo essere passato in Piazza Garibaldi entra in Corso Roma.
In questa foto si vedono il tram elettrico proveniente da Corso Cento Cannoni e il binario del tram a vapore per Spinetta-Mandrogne-Sale.
Iniziamo con una foto "epica". Tram a vapore composto dalla classica locomotiva tranviaria a "baldacchino" e da un convoglio misto passeggeri-merci. Questo grosso convoglio tranviario, probabilmente diretto a Sale, collegava infatti numerose industrie cittadine e suburbane ed aziende agricole a est del capoluogo, tra le quali la Borsalino e lo zuccherificio.
Ecco il tram elettrico che entra in Piazza aribaldi proveniente dal quartiere Cristo.
Ecco un'altra immagine dello stesso punto. Due elettromotrici che si incrociano in Via Savona, di fianco al Teatro. Una proviene e l'altra è diretta al quartiere Cristo all'epoca considerato "sobboro".
Esattamente nell'angolo della piazza con via Savona, si trovavano gli scambi per la linea del quartiere Cristo (sopra) e per la Stazione ferroviaria. Nella foto sotto si vedono bene le due linee e il tram che percorre il vialone della Stazione proveniente da Piazza Garibaldi.
Un'altra foto del tram che proveniente dal viale della Stazione entra in Piazza Garibaldi
Nella foto sotto invece il tram dopo essere passato in Piazza Garibaldi entra in Corso Roma.
In questa foto si vedono il tram elettrico proveniente da Corso Cento Cannoni e il binario del tram a vapore per Spinetta-Mandrogne-Sale.
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Tram elettrico in Piazza Della Libertà [seconda parte]
Ancora molte foto del tram elettrico in Piazza della Libertà (Già Piazza Vittorio Emanuele), primo capitolo qui: http://alessandriatram.blogspot.it/2014/02/il-tram-in-piazza-della-liberta.html
Iniziamo subito con una cartolina che ho acquistato poche settimane fa sul mercatino delle pulci.
Qualità e nitidezza incredibile, tram proveniente dalla stazione in direzione Orti.
Notare la bellezza di un centro città senza auto, oggi stuprato da suv in tripla fila, gas di scarico e manto stradale distrutto.
Metto anche un ingrandimento della foto, particolare della vettura tranviaria numero 6.
Le elettromotrici erano di costruzione MAN ed erano dello stesso modello di quelle della rete di Ferrara, dalle quali si differenziavano solamente per il rivestimento raffinatissimo di legno.

Un'altra foto meravigliosa. Stesso punto della prima, qualità un pò più bassa ma due tram che si incrociano. Uno (a destra) che va in Stazione e uno (a sinistra) diretto al quartiere Orti.
Un'altra riprende i due binari del tram nell'allora Via Umberto I, attuale via dei Martiri, che da Piazzatta della lega immettevano su Piazza della Libertà.
Non è la Piazza, ma è lo stesso punto della foto sopra ma vista da più indietro.
Qui un tram proveniente da Via Cavour, dopo essere passato davanti al palazzo della Prefettura entra in Via Mazzini.
Iniziamo subito con una cartolina che ho acquistato poche settimane fa sul mercatino delle pulci.
Qualità e nitidezza incredibile, tram proveniente dalla stazione in direzione Orti.
Notare la bellezza di un centro città senza auto, oggi stuprato da suv in tripla fila, gas di scarico e manto stradale distrutto.
Metto anche un ingrandimento della foto, particolare della vettura tranviaria numero 6.
Le elettromotrici erano di costruzione MAN ed erano dello stesso modello di quelle della rete di Ferrara, dalle quali si differenziavano solamente per il rivestimento raffinatissimo di legno.

Un'altra foto meravigliosa. Stesso punto della prima, qualità un pò più bassa ma due tram che si incrociano. Uno (a destra) che va in Stazione e uno (a sinistra) diretto al quartiere Orti.
Un'altra riprende i due binari del tram nell'allora Via Umberto I, attuale via dei Martiri, che da Piazzatta della lega immettevano su Piazza della Libertà.
Non è la Piazza, ma è lo stesso punto della foto sopra ma vista da più indietro.
Qui un tram proveniente da Via Cavour, dopo essere passato davanti al palazzo della Prefettura entra in Via Mazzini.
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