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venerdì 18 aprile 2025

Il Tram a vapore a Castelletto Monferrato (Castelletto scazzoso) Linea Tramway Alessandria Casale

Alcune bellissime foto che riprendono il tram a vapore a Castelletto Monferrato che all'epoca aveva il buffo nome di "Castelletto Scazzoso". Le locomotive tranviarie di costruzione Henschel / Cerimedo facevano una grande fatica per salire il lungo rettilineo provenienti da Alessandria.




 

lunedì 5 agosto 2024

Fermata del Tram tra Alessandria e Casale

Atmosfera di un'Europa d'altri tempi. La gente in posa vicino al tram in un paese tra Alessandria e Casale. Anche l'architettura ci rimanda ad un tempo in cui l'Europa centrale non sembrava così lontana.
  

 

sabato 27 febbraio 2016

San Salvatore e Castelletto. Linea interurbana Alessandria Casale.

Uno dei collegamenti principali che il tram interurbano assicurava con il capoluogo piemontese era quello con San Salvatore Monferrato. All'inizio del '900 la città era vicina ad essere il quarto centro industriale del nord ed erano moltissimi gli operai che giornalmente scendevano dai colli monferrini per raggiungere Alessandria. Comunque come abbiamo visto la linea lasciato il centro urbano e superato il ponte Tanaro (LINK) si divideva prima dalla linea per Altavilla e raggiungeva il sobborgo di San Michele (LINK). Aquesto punto intraprendeva il grande rettilineo che alla fine salento sulle prime colline monferrine giungeva prima a Castelletto Monferrato (ai tempi Castelleto Scazzoso) e poi San Salvatore per poi proseguire il viaggio verso Casale.

Nella prima foto una grande folla assalta il convoglio tranviario in direzione di Alessandria alla fermata di San Salvatore centro di Via Panza. L'architettura oggi è ancora praticamente la stessa: il muro sulla destra con la ringhiera in ferro battuto e le case più lontano.


Nello stesso punto il tram nella direzione opposta: Casale.


Una vista fantastica del Tram a vapore appena fuori San Salvatore. La linea si sviluppava in gran parte in territorio collinare con viste panoramiche. Viene da pensare che meraviglia potrebbe essere oggi una linea di questo genere attraverso il Monferrato.


Nella foto sotto si vedono i binari sulla strada, la curva in salita e poi il tram proseguiva verso Mirabello, Casale.


Qui sotto una buffa cartolina d'epoca in cui ai binari sulla strada di Castelletto Monferrato era stato aggiunto un tram dipinto.


LINK esterni:
https://it.wikipedia.org/wiki/Tranvia_Alessandria-Casale_Monferrato
http://alessandrialisondria.altervista.org/tranvia-alessandria-casale-monferrato

giovedì 25 febbraio 2016

Il tram in provincia: Tortona

Questa volta andiamo in provincia e andiamo a Tortona. Tortona per una cinquantina d'anni ebbe ben tre linee tranviarie! E anche se fosse improbabile, data l'esistenza della ben più rapita ferrovia, sarebbe stato possibile andare a Tortona in tram da Alessandria. Non vi era una linea diretta, ma una stazione di interscambio a Sale! Le tranvie erano:

Tortona - Sale
Tortona - Castelnuovo Scrivia
Tortona - Monleale

La linea Tortona - Castelnuovo era classificata "ferrovia economica" ma le caratteristiche e i convogli erano tranviari. Sulle tre linee operavano 5 locomotove a vapore a due assi di tipo tranviario (a "baldacchino"), 18 carrozze passeggeri e 14 carri merci.

 La stazione tranviaria di Tortona: ben due locomotive e vari vagoni.


Sale, tram in partenza per Tortona.

"TRAMVIE TORTONESI: 27 aprile 1882: con una fastosa cerimonia e il tradizionale taglio del nastro, partiva da Tortona la prima vaporiera con  il suo magro seguito di carrozze, destinazione Sale. Rappresentò per la città un nuovo passo verso il progresso, anche se il progresso camminava a lenti passi, proprio come  la stessa tramvia che in 40'  copriva il percorso di 12 km. Qualche anno dopo fu la volta della Tortona – Monleale. Furono superate difficoltà di ogni genere. Anzitutto il problema finanziario. Se ne fecero carico i comuni attraversati (Tortona, Viguzzolo, Castellaro, Volpeglino, Monleale) ed anche alcuni comuni viciniori. Ma Volpedo e Csalnoceto no. Volpedo aveva posto una condizione precisa: o si fa la stazione terminale nella piazza centrale del paese, la piazza Perino, o niente. E Casalnoceto appoggiò Volpedo. Così, pensarono, risparmiamo la quota a noi assegnata. D'altra parte la loro era una richiesta impossibile a soddisfare. La stazione terminale avrebbe avuto bisogno di ampi spazi per le manovre, per il deposito e per l'officina, cosa impensabile a realizzarsi nella piazza di Volpedo. E così la stazione terminale  fu costruita a Monleale Basso, sulla strada per San Sebastiano, a sinistra, subito dopo il ponte sul Curone. Veramente il progetto stradale era già pronto qualche anno prima dell'apertura della linea, ma mancava il "quarto tronco", cioè quel nuovo tratto di strada tra Castellaro e Monleale su cui avrebbe dovuto correre  la tramvia. I fondi si erano esauriti perchè, per soddisfare la richiesta di Volpedo, era stato prima costruito il ponte sul Curone tra Monleale e Volpedo. Ed il consorzio, per vendicarsi, in qualche modo, degli ostacoli frapposti da Volpedo, decise uno sconto nel trasporto delle merci a favore degli utenti residenti  nel comuni su cui passava la linea. Per quelli di Volpedo il prezzo era pieno. Il 15 aprile 1889 la nuova linea entrava in esercizio. Infine il 20 ottobre 1895 fu la volta della Tortona-Castelnuovo, non più tramvia, bensì ferrovia economica perchè transitava non sulla strada, ma aveva una corsia a parte, a lato della strada stessa . “Per la cerimonia del battesimo il Consorzio dei due comuni – Tortona e Castelnuovo - in solenne adunanza acclamava a madrina S.E. la Principessa Camilla Centurione Scotto, la quale spezzò la bottiglia di champagne contro la locomotiva. Il felice risultato venne salutato da vivi applausi e alla vaporiera si riconobbe ufficialmente la denominazione di Prin.ssa  Camilla. Dopo un applaudito discorso di circostanza del presidente del Consorzio Avv. Costa Lanfranco, il Prefetto, a nome del Governo, dichiarava inaugurata la nuova linea ferroviaria". Così anche la terza linea si metteva in moto. Ma non fu vita facile quella delle tramvie tortonesi, anche se, ad onor del vero, le tramvie in genere operarono tra difficoltà di ogni genere. Fin dal loro nascere  non furono accolte con un generale consenso, infatti si formarono due opposti schieramenti: i fumisti e gli antifumisti. I primi sostenevano il nuovo mezzo di trasporto e si qualificavano come i fautori del progresso, mentre i secondi  - gli antifumisti – ne erano gli oppositori perché vedevano sprigionarsi dai camini delle locomotive fumi e scintille, le quali avrebbero incendiato le messi al tempo della mietitura. Fortunatamente i fumisti ebbero il sopravvento. Qualcosa di precario perennemente incombeva minaccioso: orari non rispettati, guasti tecnici all'ordine del giorno "Ora manca un organo, ora si rompe un argano, talvolta fanno atti di ostruzionismo, e talatra i ragazzi fanno atti di sabotaggio sulle porte e sulle vetrine. A dir il vero non si aspettavano nè camions militari per la velocità d’azione, ma nemmeno si attendeva che la vettura di Negri coi vetri opachi o che le carretta  da battaglione tornassero a riveder le stelle... "annotava il cronista del Popolo Dertonino nel 1915. Poi la gestione passò nelle mani della società belga ma non fu rilevato alcun miglioramento. "La Belga fa circolare sotto il titolo di locomotive, vecchi caffettieri con 33 anni di onorato servizio, con fornelli continuamente piangenti per gli sforzi fatti col movimento rumoroso ed assordante, da poter abolire  il fischietto d’allarme, costretti continuamente ad usare il tiraggio artificiale per poter mantenere la pressione. Con tale macchinario il personale fa quello che può.", scriveva la 'Tortona del Popolo': Successivamente (1926) le tramvie furono gestite dalla provincia, ma anche in questo caso l'auspicato miglioramento fu atteso invano. Anzi, iniziò una lenta agonia che si concluse con la morte definitiva della tramvie tortonesi, avvenuta nel 1934. La stazione delle tramvie tortonesi era, a Tortona, tra Corso Romita, Via Marco Anselmi e Via Ferrer (quasi di fronte all'ex-mercato coperto)." Testo di ARMANDO BERGAGLIO da: L'Officina del Dialetto

Il tram a San Michele


Qui sopra, una incredibile foto: la locomotova tranviaria nei pressi di San Michele è testimone di uno dei primi incidenti automobilistici noti!

Eccoci a San Michele, sobborgo oggi quasi inglobato dalla città di Alessandria, che si trova su quella che era la linea tranviaria extraurbana Alessandria > Casale.  

Nella prima foto vediamo una bellissima locomotiva a vapore trainante un convoglio tranviario proveniente dai colli monferrini e diretto ad Alessandria.



Nella seconda foto un'inquadratura più larga ci mostra lo stesso punto: a terra si vedono i binari e lo scambio della fermata tranviaria. La presenza del fotografo non era una cosa normale e per l'occasione un gruppo di persone si era messa in posa.


Nell'ultima foto lo stesso punto di quelle precedenti che coincide quasi con la rotonda che collega statale, casello autostradale e tangenziale di Alessandria. Una triste inquadratura di oggi ci mostra tanto asfalto rattoppato male, ristrutturazioni e colorazioni agghiaccianti che in qualsiasi altro paese civile sarebbero state bloccate, alberi e verde scomparsi così come binari e tram.


Collegamenti interni:
http://alessandriatram.blogspot.it/search/label/Linee%20extraurbane
http://alessandriatram.blogspot.it/search/label/Trazione%20a%20vapore
Links:
https://it.wikipedia.org/wiki/Tranvia_Alessandria-Casale_Monferrato

lunedì 17 novembre 2014

Piazza Garibaldi

Alcune foto dei tram in Piazza Garibaldi. La piazza era interessata sia dalla linea a trazione elettrica per il quartiere Cristo che dalla linea a trazione a vapore per Sale e Mandrogne. Questo tratto sopravvisse alla chiusura delle linee a vapore in quanto servì ancora per qualche decennio a collegare lo stabilimento della Borsalino con la Stazione F.S.

Iniziamo con una foto "epica". Tram a vapore composto dalla classica locomotiva tranviaria a "baldacchino" e da un convoglio misto passeggeri-merci. Questo grosso convoglio tranviario, probabilmente diretto a Sale, collegava infatti numerose industrie cittadine e suburbane ed aziende agricole a est del capoluogo, tra le quali la Borsalino e lo zuccherificio.

 La seconda foto è altrattanto importante: ci mostra sia il tram a vapore che quello elettrico che si incrociano durante la grande epoca in cui entrambi i sistemi erano in funzione in città e le vie erano piene di binari!


Elettromotrice, tranvieri e passanti in posa sull'angolo con Corso Cento Cannoni.


Ecco il tram elettrico che entra in Piazza aribaldi proveniente dal quartiere Cristo.


Ecco un'altra immagine dello stesso punto. Due elettromotrici che si incrociano in Via Savona, di fianco al Teatro. Una proviene e l'altra è diretta al quartiere Cristo all'epoca considerato "sobboro".


Esattamente nell'angolo della piazza con via Savona, si trovavano gli scambi per la linea del quartiere Cristo (sopra) e per la Stazione ferroviaria. Nella foto sotto si vedono bene le due linee e il tram che percorre il vialone della Stazione proveniente da Piazza Garibaldi.


Un'altra foto del tram che proveniente dal viale della Stazione entra in Piazza Garibaldi



Nella foto sotto invece il tram dopo essere passato in Piazza Garibaldi entra in Corso Roma.


In questa foto si vedono il tram elettrico proveniente da Corso Cento Cannoni e il binario del tram a vapore per Spinetta-Mandrogne-Sale.


sabato 18 ottobre 2014

Il TRAM a vapore sul Ponte Tanaro della Cittadella.

Pochi sanno che sul caro vecchio Ponte della Cittadella, demolito pochi anni fa dall'amministrazione Fabbio, passava il tramway extraurbano. Più precisamente passava il binario che serviva la Cittadella (con cui effettuava il servizio merci), la linea per Casale tramite San Salvatore e anche la linea per Altavilla. Qui di seguito alcune foto del passaggio dei convogli tranviari sul ponte.

Un piccolo convoglio tranviario merci collega la cittadella alla città. (Per alcuni decenni la caserma della cittadella fu rifornito di pane tramite convogli tranviari dal panificio che si trovava in via Trotti, servita anch'essa dai binari)


Convoglio tramviario a vapore con diverse carrozze sul ponte Tanaro. 

  Ponte tanaro visto dalla cittadella, i binari sono sulla sinistra.

In quest'ultima foto mostra il binario di via Giordano Bruno proveniente dal ponte della Cittadella che serviva sia la linea per Casale che quella per Altavilla.


Storia dei trasporti di Alessandria, LIBRO intere in PDF




Il libro uscito alcuni anni fa sulla storia dei trasporti di Alessandria è ora disponibile online:
http://www.atm-alessandria.it/di/c/cd/Libro%20storia/libro%20storia.pdf



lunedì 5 marzo 2012

ORARIO ESTIVO 1909, Società anonima dei Tramways a Vapore della Provincia di Alessandria

Un'altra pregevolezza che ho trovato durante anni di ricerche sulle tranvie di Alessandria è stato un orario. Purtroppo ne possiedo solo una fotocopia, che però trattandosi di una stampa d'epoca in bianco e nero è molto simile all'originale. Si tratta dell'orario estivo valido dal 1. Aprile al 30 Settembre 1909 delle linee che partivano da Alessandria. Manca la linea per Altavilla che però apparteneva ad un'altra società. Questo documento è molto interessante in quanto si possono vedere le fermate, il tempo di percorrenza e la cadenza delle corse (del periodo estivo).
Dall'orario si può vedere per esempio che i tram a vapore esercitavano anche un servizio urbano con alcune fermate in città: Piazza Tanaro, Piazza D'armi (oggi piazza Genova), ecc...
Si può anche vedere che per andare in tram da Alessandria a San Salvatore ci volevano circa 50 minuti, mentre per andare a Spinetta ci voleva mezz'ora! Non dimentichiamo che stiamo parlando del 1880 però: le automobili non erano nemmeno state ancora inventate, le biciclette erano ancora dei mezzi sperimentali e a parte i primi treni, ci si muoveva solo a piedi o a cavallo.

fronte

Retro

La stazione dei tram a vapore di Alessandria

Iniziamo questo viaggio nel passato con la stazione delle linee a vapore, uno dei luoghi più misteriosi, infatti durante le mie ricerche non sono mai riuscito a trovare una vera e propria foto che lo ritragga bene. Oltre che stazione era anche il deposito urbano delle linee extraurbane della provincia che facevano capo al capoluogo. Si trovava in Corso Crimea, nell'isolato in cui oggi si trova il tribunale, tra Corso Cavallotti e Via Gramsci.

Nella mappa è visibile il deposito con i suoi raccordi nel 1930.

Sull'angolo tra via Gramsci e Corso Crimea si trovava l'ingresso del deposito da cui usciva il binario che percorrevano i convogli delle linee per Sale e per Mandrogne. Di questo scorcio esiste una fotografia (Autore Vittorio Rabachin) visto durante una parata militare. Questa parte di linea rimase attiva più a lungo rispetto alla parte extraurbana infatti serviva a portare le merci provenienti dalla Fabbrica di cappelli Borsalino in stazione.


Nella foto dopo si può vedere il tratto urbano della linea per Sale/Mandrogne in Corso Crimea, appena fuori dalla stazione (alle spalle).



L'ultima immagine è una vera ricercatezza. Rappresenta infatti l'unica immagine della stazione vera e propria vista da Corso Felice Cavallotti. Si tratta di un'incisione d'epoca tratta da "Le 100 città d'Italia" che ho trovato a un antiquario locale. In esso è possibile vedere le rimesse con le pensiline alcune locomotive e dei vagoni.


Da questo lato (Corso Felice Cavallotti) usciva la linea per Casale Monferrato e Altavilla.


Ecco una rarissima foto in cui si vede sulla sinistra, il deposito stazione dei tram a vapore di Alessandria. In primo piano il binario che percorreva l'attuale Corso Crimea per tutta la sua lunghezza.

Mappe della rete tranviaria della provincia di Alessandria e del Piemonte

Il Piemonte durante la fine dell'800 e nei primi decenni del '900 era ricoperto da una fittissima rete di collegamenti su rotaia. Molte le linee ferroviarie e moltissime le linee tranviarie che collegavano i centri più importanti con quelli più piccoli e con le vallate ai piedi di montagne e colline di cui questa regione è piena. Nella prima mappa (TCI 1930) si può vedere quanto fosse estesa questa rete, una delle più capillari del mondo. Al giorno d'oggi sembra incredibile ma ci si poteva veramente spostare da città a città usando il tram


Nella seconda mappa (TCI 1914 trovata online) si possono vedere le principali tranvie (tratteggiate) attorno al capoluogo Alessandrino. Si poteva andare da Alessandria a Casale utilizzando il tram per esempio. Anzi esistevano addirittura due linee che collegavano i due centri: una diretta passando da San Salvatore e una che raggiungeva l'importante nodo di Altavilla Monferrato.


La terza mappa, realizzata da me alcuni anni fa per semplificare le cose, mostra le principali linee tranviarie in provincia. La mappa non è completa, infatti da Casale partiva una linea per Vercelli, ma questo lo approfondirà in un post apposito. Le linee collegate con il capoluogo erano tutte a trazione a vapore, mentre